Dopo il successo dei lanci di prova Amazon si prepara a lanciare il primo lotto completo di satelliti nello spazio, dando così il via al progetto Kuiper: internet veloce e affidabile a clienti e comunità in tutto il mondo direttamente dallo spazio.
Una alternativa a Starlink, con la differenza che ad oggi la costellazione di Starlink prevede già migliaia di satelliti perfettamente funzionanti, Amazon si trova a rincorrere ma potrebbe avere dalla sua una tecnologia più moderna, con link ottici tra satelliti che potrebbero ridurre la dipendenza dalle stazioni a terra e migliorare la copertura globale con una costellazione meno fitta.
I satelliti, nell’ambito della missione denominata “KA-01” (Kuiper Atlas 1 verranno spediti nello spazio a bordo di un razzo Atlas V della United Launch Alliance (ULA) dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. I 27 satelliti saranno messi in orbita bassa ad un’altitudine di 450 chilometri con una possibile finestra di lancio che si aprirà alle 12:00 (ora della costa est USA) di mercoledì 9 aprile e sarà ovviamente legata alle condizioni meteo. In ogni caso ci sarà una pagina che trasmetterà una diretta streaming a partire da 20 minuti prima del decollo.

Amazon, nonostante il lancio iniziale di soli 27 satelliti prevede di lanciarne un numero sufficiente entro l’anno da poter iniziare a fornire il servizio ai clienti entro la fine del 2025. Ricordiamo che il target previsto, per una copertura perfetta, è quello di oltre 3.200 satelliti in orbita terrestre bassa e la missione KA-01 sarà solo la prima di 80 lanci già pianificati.
“Abbiamo progettato alcuni dei satelliti per comunicazioni più avanzati mai costruiti, e ogni lancio è un’opportunità per aggiungere capacità e copertura alla nostra rete,” ha dichiarato Rajeev Badyal, vicepresidente di Project Kuiper. “Abbiamo svolto test approfonditi a terra per prepararci a questa prima missione, ma ci sono cose che si possono apprendere solo in volo. Sarà la prima volta che voleremo con il nostro design finale e la prima volta che schiereremo così tanti satelliti in una sola volta. Indipendentemente da come andrà la missione, questo è solo l’inizio del nostro percorso, e abbiamo tutti gli elementi per imparare e adattarci mentre ci prepariamo a lanciare ancora e ancora nei prossimi anni.”

Amazon aveva già lanciato nel 2023 alcuni satelliti di prova nell’ambito della missione Protoflight, ma i satelliti che si prepara a mandare in orbita ora sono un modello molto più avanzato nei quali sono migliorate le prestazioni di ogni sistema e sottosistema a bordo, incluse le antenne a scansione elettronica (phased array), i processori, i pannelli solari, i sistemi di propulsione e i collegamenti ottici inter-satellitari.
Amazon, visite le polemiche che ci sono state con i satelliti di Starlink riguardo all’inquinamento luminoso e al problema di visibilità per chi osserva la volta celeste dalla terra ha rivestito questi satelliti con una pellicola a specchio dielettrica, che diffonde la luce solare riflessa per renderli meno visibili agli astronomi (ma non invisibili).
Sarà una sfida anche per ULA: il carico sarà il più pesante mai trasportato da un razzo Atlas V e verrà usata la configurazione più potente del vettore con cinque booster a razzo solido oltre al propulsore principale, e una carenatura di carico utile (contenente i satelliti) alta 77 piedi (23,5 metri) e larga 16,4 piedi (5 metri). Atlas V verrà usato per altri 7 lanci, mentre per i successivi 38 si userà il nuovo razzo Vulcan Centaur. Per diversificare Amazon porterà altri satelliti con 30 lanci distribuiti tra Ariane, Blue Origin e SpaceX.
Una volta separati dal razzo i satelliti inizieranno una serie di passaggi automatizzati per attivare i sistemi di bordo e usare i loro sistemi di propulsione elettrica per salire gradualmente all’orbita finale di 392 miglia (630 km).
Qui orbiteranno attorno alla Terra a oltre 27.000 km/h, completando un’orbita circa ogni 90 minuti. Mentre i satelliti completano la fase di salita in orbita Amazon inizierà a configurare le reti e gli apparati per garantire la comunicazione terra spazio. L’obiettivo, come abbiamo detto, è fine 2025: le antenne, di tre tipologie, sono già pronte.

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