Meta AI è arrivata anche in Europa, e con essa la nuova icona colorata — il “cerchietto azzurro” — che compare nell’angolo in basso a destra della schermata principale di WhatsApp. Alcuni utenti hanno però iniziato a chiedersi come poter disabilitare l’IA di Meta in WhatsApp, anche perché il cerchietto occupa comunque una piccola porzione strategica dell’interfaccia.
Meta AI arriva in Italia: per il momento si parte dalla chat in WhatsApp, Instagram e Messenger
Tuttavia, al momento non esiste alcuna opzione per rimuovere Meta AI dall’interfaccia di WhatsApp. L’assistente è integrato direttamente nella barra di ricerca e compare anche come chat separata se ci si interagisce. Però la sua attivazione è facoltativa: se non gli si rivolgono domande o comandi, Meta AI resta silente, e in Unione Europea non può nemmeno accedere ai contenuti e ai dati degli utenti, almeno non "direttamente", come vedremo in seguito.


Un punto importante riguarda infatti l’uso dei dati personali per l’addestramento dei modelli linguistici. In UE, a seguito delle pressioni delle autorità di regolamentazione, Meta ha dovuto introdurre restrizioni specifiche.
Come si legge chiaramente nella pagina ufficiale Meta GenAI Privacy e nei termini UE sull’IA, “Non usiamo i contenuti dei tuoi messaggi privati con amici e familiari per addestrare le nostre IA, a meno che tu o qualcuno nella chat non scelga di condividere tali messaggi con le nostre IA.”
Meta si riferisce a quest'altro passaggio dell'help center di WhatsApp: "Solo i messaggi che menzionano @Meta AI o che le persone scelgono di condividere con Meta AI possono essere letti da Meta. Meta non può leggere gli altri messaggi nelle chat personali".
Questo significa che gli utenti europei non devono effettuare alcun opt-out, perché l’addestramento non avviene sui loro dati pubblici; anche se la pagina per vietare questa attività è comunque ancora presente e tradotta anche in italiano.
Si tratta della “pagina della discordia” venuta a galla nell’estate del 2024 grazie all’esistenza del GDPR dell’Unione Europea, che quindi aveva costretto Meta a prevedere un modulo per negare all’azienda l’uso dei dati degli utenti per addestrare le sue IA.
L’opposizione all’uso dei dati per l’IA di Meta non è automatica: le richieste saranno valutate caso per caso
Però, la nuova informativa della privacy di Meta che entra in vigore il 7 aprile 2025 appare un po' troppo sibillina, almeno secondo noi, e vi spieghiamo perché: ma bisogna andare con ordine.
Questa nuova privacy policy un po' sibillina
Se si torna alla pagina specifica della privacy riferita a Meta AI, si legge questo passaggio:
"Nell'Unione europea e nel Regno Unito, per raccogliere ed elaborare le informazioni personali incluse nelle fonti pubbliche e autorizzate che ci consentono di sviluppare e migliorare l'IA di Meta, facciamo riferimento alla base degli interessi legittimi.
In altre giurisdizioni, ove applicabile, facciamo riferimento a un'adeguata base giuridica per la raccolta e l'elaborazione di questi dati.
Godi di specifici diritti in merito al modo in cui vengono usate le tue informazioni per l'IA di Meta. Puoi inviare richieste relative alle tue informazioni personali provenienti da terzi usate per lo sviluppo e il miglioramento dell'IA di Meta. Scopri di più e invia la tua richiesta qui."
Il link qui sopra, porta a un modulo attraverso il quale un utente Meta può segnalare che i suoi dati sono stati usati da terzi per l'IA di Meta. Deve però anche indicare il prompt che li rende "visibili". Può quindi chiedere di contestare o limitare il trattamento dei suoi dati personali da parte di terzi, usati per sviluppare e migliorare l'IA in Meta.
Nella pagina della privacy di Meta AI, come abbiamo visto, Meta dice che per raccogliere ed elaborare le informazioni personali nelle fonti pubbliche e autorizzate che le consentono di sviluppare e migliorare l'IA, fa riferimento alla base degli interessi legittimi.
Andiamoli allora a vedere questi interessi legittimi, nella privacy policy generale che sarà attiva dal 7 aprile 2025.
Nell'omonimo paragrafo, tra i "Motivi e modalità del trattamento delle tue informazioni", per quanto riguarda "Tutte le persone, inclusi i soggetti minorenni" c'è anche questo motivo: "Supportiamo le ricerche in aree come l'intelligenza artificiale e il machine learning".
E se si guarda ai dati a cui può accedere Meta come interesse legittimo per supportare le ricerche sull'Intelligenza Artificiale, c'è di tutto. Anzi li elenchiamo tutti:
- Contenuti che crei, come post, commenti o contenuti audio
- Contenuti che fornisci tramite le nostre funzioni per la fotocamera, le tue impostazioni della galleria o le funzioni vocali
- Metadati relativi a contenuti e messaggi
- Tipi di contenuti che visualizzi o con cui interagisci e relative modalità di interazione
- App e funzioni che usi e azioni compiute al loro interno
- Acquisti o altre transazioni che effettui
- Hashtag che usi
- Ora, frequenza e durata delle tue attività sui nostri Prodotti
- Amici, follower e altre connessioni
- Caratteristiche e software dei dispositivi
- Attività che esegui nel dispositivo, ad esempio se la nostra app è in primo piano o se sono presenti movimenti del mouse (in modo da distinguere fra umani e bot)
- Identificativi che distinguono il tuo dispositivo da quelli di altri utenti
- Segnali dei dispositivi
- Informazioni che hai condiviso tramite le impostazioni del tuo dispositivo
- Informazioni sulla rete a cui è connesso il dispositivo, compreso il tuo indirizzo IP
- Informazioni relative alla posizione
- Informazioni provenienti da cookie e tecnologie simili
Per completezza e correttezza, bisogna dire che Meta poco sotto la scritta "Supportiamo le ricerche in aree come l'intelligenza artificiale e il machine learning" pubblica un link, separato dal precedente periodo, che dice "Scopri di più sui nostri programmi di ricerca" e che porta a vecchie ricerche ferme al 2023 su progetti di pubblico interesse.
Ma quel "supporto alla ricerca in aree come l'intelligenza artificiale e il machine learning" resta comunque una frase sibillina e poco chiara, dato che, avulsa da qualsiasi contesto di interesse pubblico, potrebbe riferirsi anche allo sviluppo di modelli IA per diretti fini commerciali.
In ogni caso, anche senza alcun utilizzo dei dati degli utenti ai fini dell’addestramento dell’IA, l’assistente di Meta AI comunque deve “per forza” essere presente in WhatsApp, e il “cerchietto” resta lì, anche per chi preferirebbe farne a meno.
In senso generale, non è però una situazione tanto diversa da moltissime altre funzioni di altrettante app, che non si vorrebbero, ma che per design non possono essere rimosse.
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