Al NAB Show 2025, che è una delle fiere più importanti dedicate al settore dei media, Adobe ha mostrato una serie di novità (molte della quali uscite dalla fase di beta) soprattutto nell’ambito della post-produzione video professionale.
Le novità più importanti riguardano Premiere Pro, che guadagna nuove funzionalità basate sull’IA, come il sistema Media Intelligence, lo strumento di estensione video generativa, la traduzione automatica dei sottotitoli, una gestione colore completamente riscritta e una pipeline wide gamut più accessibile.
After Effects, dal canto suo, adotta un nuovo sistema di caching continuo e introduce miglioramenti importanti per il 3D e il supporto HDR.
Anche Frame.io si evolve con maggiore spazio di archiviazione, strumenti di markup testuale e trascrizione multilingue, migliorando la collaborazione remota.
Premiere Pro diventa regista di se stesso
Il cuore delle novità di Premiere Pro è rappresentato da Media Intelligence, un sistema IA on-device che analizza automaticamente contenuti video, audio e metadati per consentire ricerche semantiche in linguaggio naturale.
Questa funzionalità era già disponibile in beta ed è stata ulteriormente migliorata grazie al feedback ricevuto, in particolare per quanto riguarda la qualità e la varietà dei prompt utilizzati dagli utenti. La funzionalità è integrata nel nuovo pannello di ricerca, unificato e interattivo, che permette di cercare simultaneamente contenuti visivi, testo parlato e informazioni tecniche.
Durante la presentazione a cui abbiamo assistito, l’ingegnere di Premiere Pro ha illustrato con esempi concreti il potenziale dello strumento. Ha mostrato come, digitando semplicemente "una persona che va sui pattini", il sistema sia in grado di riconoscere correttamente il contenuto del video e restituire risultati precisi. Cliccando su uno di questi, il clip si carica nel monitor sorgente con i punti di in e out già preimpostati.
Ancora più interessante è stato vedere come la ricerca della parola "atleta" restituisse risultati visivi, trascritti e nei metadati, consentendo l'inserimento diretto in timeline del momento in cui il termine viene pronunciato.

Infine, è stato cercato anche il termine "annunciatore" all'interno di una lunga clip giornalistica degli anni 90. Il sistema ha identificato ogni punto in cui appariva il giornalista, e selezionando quei segmenti, l’ingegnere li ha trascinati in blocco nella timeline, creando in pochi secondi una string out senza bisogno di scorrere manualmente tutto il girato.
Accanto a questa novità, Premiere Pro integra anche Generative Extend, la prima funzione generativa basata su Adobe Firefly. Anche questa funzionalità era disponibile in beta pubblica da diversi mesi, e ha ricevuto miglioramenti grazie al confronto con la community, che ha aiutato a definire meglio il comportamento degli elementi generati, la gestione dei clip e le opzioni di ripristino.

Lo strumento permette di estendere un'inquadratura di qualche secondo senza doverla rigirare. Durante la demo, è stata mostrata un'intervista tra madre e figlio in cui mancava un attimo di pausa per rendere naturale il passaggio tra due battute. Con pochi clic Premiere Pro ha esteso il video di pochi frame il video, ottenendo un risultato fluido e coerente.
In un altro esempio, ha evitato un gesto involontario della protagonista che si grattava il viso durante una dissolvenza, bloccando il fotogramma in modo realistico e senza artefatti.
Questo esempio serve a spiegare meglio la funzione, perché l’ingegnere ha di fatto accorciato la clip fino al punto precedente al momento in cui la persona si grattava li viso. Da lì in poi ha riesteso la clip per la durata originale usando la funzione generativa. Il risultato è che il “prurito” è scomparso, sostituito da pochi frame più “anonimi” della stessa persona, che si sono armonizzati con la clip successiva.
Lo strumento funziona fino a una risoluzione di 4K, supporta anche formati verticali e lavora in background, permettendo all’editor di proseguire con altre attività.
Una terza novità riguarda la traduzione automatica dei sottotitoli, ora disponibile direttamente nel pannello testo in 27 lingue. Anche questa funzione era stata introdotta in beta ed è stata migliorata per quanto riguarda la gestione simultanea di più tracce linguistiche e l'integrazione con il sistema di formattazione. L’utente può generare una trascrizione e tradurla istantaneamente in più lingue, anche visualizzandole simultaneamente.

È stata poi illustrata la nuova gestione colore di Premiere Pro 25.2. Anche questa è passata per una fase beta, durante la quale Adobe ha validato le scelte sull’interfaccia e sui preset predefiniti, ricevendo feedback sia da colorist esperti sia da utenti meno tecnici.
Il sistema converte automaticamente materiale log e RAW in SDR o HDR, senza necessità di LUT. Grazie alla nuova pipeline wide gamut, è possibile mantenere una gamma dinamica più ampia e una maggiore fedeltà cromatica.

Il processo, prima complesso e riservato a specialisti, ora diventa dunque più accessibile grazie a 6 preset guidati e ad etichette descrittive che chiariscono ogni passaggio. Il sistema identifica automaticamente il formato del girato e applica le trasformazioni appropriate, consentendo anche agli utenti meno esperti di ottenere risultati professionali.
After Effects con cache continua
After Effects 25.2 ha ricevuto un aggiornamento sostanziale in termini di performance. Anche il nuovo sistema di caching continuo è stato ampiamente testato in beta, dove ha mostrato una notevole riduzione dei tempi di attesa per la riproduzione. Ora disponibile, Il nuovo sistema consente la riproduzione in tempo reale dell'intera composizione, indipendentemente dalla quantità di RAM libera, sfruttando anche lo storage locale. Questa nuova caratteristica elimina le attese tra una preview e l'altra, rendendo il lavoro molto più fluido anche su macchine meno potenti.

Sul fronte 3D, arrivano le luci ambientali animate, che permettono di illuminare oggetti tridimensionali in modo realistico usando plate video o l'intera composizione.

È stato aggiunto il supporto nativo al formato FBX (Filmbox), rendendo disponibili milioni di modelli; e grazie all'introduzione di workflow complessi semplificati in comandi singoli, i designer possono realizzare scene tridimensionali più velocemente. Infine, è ora possibile lavorare in HDR, sia su display PQ che HLG, con una preview fedele a quella finale.
Con Frame.io si possono suggerire anche modifiche ai documenti
Anche Frame.io si rinnova con importanti miglioramenti. Lo spazio di archiviazione ora cresce automaticamente all’aumentare del numero di utenti, eliminando la necessità di ricorrere a soluzioni multiple.
Viene introdotta la possibilità di effettuare il markup testuale su documenti, con strumenti che consentono di evidenziare, sostituire o suggerire modifiche ai testi direttamente nell'interfaccia.

La trascrizione audiovisiva, ora in 18 lingue, era già disponibile in beta ed è stata estesa con nuove lingue e una maggiore precisione nella segmentazione dei dialoghi. Permette di cercare parole chiave nei dialoghi e aggiungere commenti sincronizzati. La sicurezza viene potenziata con cartelle riservate, watermark statici frame-by-frame e nuove funzioni per la gestione centralizzata dei permessi.
Frame.io V4 è ora disponibile anche su Apple TV, rendendo possibile la revisione di contenuti ad alta definizione su schermi di grandi dimensioni.
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