Così come previsto dalla delibera di AGCOM di fine 2024, dal 31 marzo 2025 sono entrati in vigore gli aumenti sulle tariffe dei servizi per i canali business di Poste Italiane che, rispetto ai prezzi del 2023, si attestano su un incremento tra il 5% e il 6%. Gli stessi aumenti per i canali retali scatteranno invece dal 3 aprile 2025.

Le nuove tariffe sono state determinate dopo la consultazione pubblica che ha chiamato in causa il Consorzio AREL, Altroconsumo e la stessa Poste Italiane. AGCOM ha quindi giustificato gli aumenti, valutandoli coerenti con l’andamento dei costi e con la sostenibilità del servizio universale nel contesto attuale.

Di seguito elenchiamo, solo a titolo di esempio, alcuni degli aumenti per alcuni dei servizi di Poste Italiane, ricordando che ogni servizio è diviso anche per scaglioni in base al peso o alle cartelle. Per chi volesse esaminarli complessivamente, alleghiamo i documenti dei prezzi determinati nel 2023 e quelli nel 2025.

Servizio Scaglione Prezzo 2023 (€) Prezzo 2025 (€) Aumento (€)
Posta 4 Retail (Piccolo Standard) Fino a 20 g 1,24 1,30 +0,06
Posta 4 Pro (Tariffa postale) Fino a 20 g 1,03 1,10 +0,07
Posta 4 Online (Piccolo Standard) Fino a 20 g 1,03 1,10 +0,07
Posta Massiva omologata (Tariffa postale) Fino a 20 g 0,32 0,34 +0,02
Posta Massiva non omologata (AM) Fino a 20 g 0,35 0,37 +0,02
Posta 1 Retail (Piccolo medio standard) Fino a 100 g 2,90 3,00 +0,10
Posta 1 Pro (Piccolo medio standard) Fino a 100 g 2,28 2,44 +0,16
Raccomandata Retail Fino a 20 g 5,79 6,00 +0,21
Raccomandata Pro Fino a 20 g 4,02 4,30 +0,28
Raccomandata Online (Standard) 0-3 Kg 9,90 10,30 +0,40
Poste delivery international standard (Zona 1) fino a 1 kg 24,82 25,80 +0,98
Poste delivery standard (AG Plico+23L) Fino a 20 g 8,20 8,88 +0,68

Gli aumenti dei prezzi sono arrivati dopo la lamentala di Poste Italiane a fine settembre 2024 per essere stata sotto compensata per diversi anni nella fornitura dei servizi postali universali, che sono l’insieme delle prestazioni di base — come la spedizione di lettere, raccomandate, pacchi fino a 20 kg e invii assicurati — che lo Stato richiede vengano garantite su tutto il territorio nazionale, a costi accessibili per i cittadini, indipendentemente dalla redditività del servizio.

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In quell’occasione, l’amministratore delegato Matteo Del Fante aveva affermato in audizione alla Commissione Trasporti che l’azienda stava valutando di non rinnovare il contratto per la gestione del servizio universale dopo la sua scadenza, prevista per aprile 2026, a causa dei costi superiori ai ricavi e della progressiva digitalizzazione che ha ridotto drasticamente l’uso della corrispondenza tradizionale.

Al momento, così come confermato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a gennaio, il servizio rimarrà affidato a Poste Italiane fino alla scadenza del contratto, lasciando però aperto il tema del suo futuro e della sostenibilità economica del modello attuale.

In Danimarca, per esempio, il servizio postale universale è stato abolito il 1° gennaio 2024 perché mantenerlo sarebbe stato troppo dispendioso rispetto al calo del 90% degli invii cartacei dall’inizio del millennio.