Motorola presenta la nuova gamma Edge con Edge 60 Fusion, disponibile in Italia dalla seconda metà di aprile al prezzo di 379 euro. Si tratta ovviamente di un aggiornamento del modello Edge 50 Fusion del 2024, rispetto al quale introduce alcune migliorie tecniche e una leggera revisione del posizionamento di mercato, anche grazie alle scelte hardware adottate.
L'elemento estetico più distintivo è il display pOLED da 6,67 pollici con risoluzione 1220p e frequenza di aggiornamento a 120 Hz con HDR 10+, caratterizzato da bordi curvi su tutti e quattro i lati: una novità per Motorola e anche mondiale, afferma la società.

Lo schermo è protetto da Gorilla Glass 7i ed è certificato Pantone per la fedeltà cromatica, incluso l’aspetto delle tonalità della pelle. Pantone torna anche sulla scocca, con finiture in pelle vegana e varianti cromatiche curate in collaborazione con la società statunitense “del colore”.

Il telefono mantiene un peso contenuto e una struttura sottile, ma con un lieve salto di qualità nella robustezza: Edge 60 Fusion è certificato IP68 e IP69 e risponde allo standard militare MIL-STD-810H per la resistenza a urti, temperature estreme e immersioni.
Il modello 2024 condivideva già il grado IP68 e la cura per i materiali, ma non raggiungeva i livelli di protezione IP69 né vantava la tecnologia Water Touch per l’uso con lo schermo bagnato.

A bordo del nuovo Edge 60 Fusion troviamo il chip MediaTek Dimensity 7300, una piattaforma di fascia media che predilige l'efficienza. La RAM è di 8 GB (eventualmente espandibile in modo virtuale sfruttando la memoria flash fino a 24 GB con RAM Boost), mentre lo spazio di archiviazione è di 256 GB. La batteria da 5200 mAh — superiore ai 5000 mAh del modello 2024 — supporta la ricarica rapida TurboPower a 68 W, come l'anno scorso.
Si tratta di un cambio di rotta: nel 2024 Motorola aveva scelto lo Snapdragon 7s Gen 2, leggermente più potente in single-core rispetto al Dimensity 7300, ma con consumi forse un po' più elevati. Il nuovo Edge 60 Fusion privilegia dunque la durata e la reattività generale più che le prestazioni in punta di benchmark, senza contare che è una scelta che impatta positivamente anche sul prezzo.
Sul piano fotografico, Motorola conferma l’impiego del sensore Sony LYTIA 700C da 50 MP già visto nel Fusion 2024, ma ora lo abbina a un’elaborazione potenziata dall’intelligenza artificiale “moto ai”. La fotocamera principale è stabilizzata otticamente e affiancata da una ultra-grandangolare da 13 MP con funzione macro.

Sul retro del telefono si vedono “4 camere” invece di due, perché uno slot è occupato dal flash,e l’altro dovrebbe essere il sensore per la determinazione della luce ambientale da usare per gli scatti fotografici. La selfiecam è una 32 MP.
Moto ai, cioè l’IA applicata allo smartphone, introduce una serie di strumenti che segnano un cambio di passo nell’approccio software di Motorola. Presente fin dal lancio, Edge 60 Fusion è il primo telefono del marchio ad adottare l'IA in modo nativo.
Tra le novità spiccano Pay Attention, che consente di registrare l’audio ambientale, trascriverlo e sintetizzarlo automaticamente per creare appunti testuali, e Remember This, che memorizza contenuti visivi e testuali mostrati a schermo o catturati dalla fotocamera, trasformandoli in note consultabili. Entrambe le funzioni operano localmente sul dispositivo.
A queste si aggiungono strumenti creativi come Magic Canvas, che genera immagini partendo da una descrizione testuale. Nell’ambito della fotografia, moto ai elabora ogni scatto tramite il nuovo Photo Enhancement Engine, che combina più algoritmi di ottimizzazione — esposizione, bilanciamento del bianco, riduzione del rumore — in tempo reale, senza che l’utente debba attivare modalità separate.
Completano il pacchetto funzionalità fotografiche la Stabilizzazione Adattiva, che regola dinamicamente il livello di stabilizzazione in base al movimento rilevato, e Action Shot, che modifica i parametri dell’otturatore per garantire nitidezza anche in situazioni dinamiche o di scarsa luce.

Pur rimanendo nella fascia media, Motorola Edge 60 Fusion migliora su diversi fronti rispetto al predecessore, se si considera la batteria più capiente, la resistenza alle intemperie superiore e il software che beneficia di nuove funzionalità IA fin da subito.
Si passa anche da uno Snapdragon 7s Gen 2 (processore del 2023) a un MediaTek Dimensity 7300 (del 2024) che però sono entrambi da 4 nm, e si basano sulla stessa architettura big.LITTLE, dato che dispongono di Cortex-A78 e A55 con frequenza massima di 2.5 GHz contro 2.4 GHz. Le differenze, se non a livello di DSP per le immagini, potrebbero essere trascurabili. Di contro, rispetto al modello dello scorso anno Edge 60 Fusion ha meno RAM, 8 GB contro 12 GB, e lo schermo passa da 144 Hz a 120 Hz.
In controtendenza rispetto all’inflazione generale, il prezzo di listino quindi scende da 449 euro dell’Edge 50 Fusion ai 379 euro del nuovo modello (con disponibilità dalla seconda metà di aprile). Una mossa che sostanzialmente conferma l’interesse di Motorola per la fascia media, oggi sempre più competitiva.
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